L'assiolo

Una scheda a cura dell'ornitologo Marco Mastrorilli

Foto di Marco Mastrorilli Foto di Marco Mastrorilli Foto di Claudio Crespi Foto di Claudio Crespi
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L’Assiolo: il Chiù di un cantore della notte
di Marco Mastrorilli


Tra fine marzo e inizio aprile ritorna in Val Nure un predatore notturno che ci fa compagnia fino a settembre: l’Assiolo Otus scops.
L’assiolo è uno Strigiforme (un rapace notturno) di piccole dimensioni ed è facilmente riconoscibile per la presenza di ciuffetti auricolari che a molti paiono orecchie. La colorazione può assumere tonalità grigiastre o rossastre e questi differenti cromatismi sono chiamati “morfismi”.
In Italia alcuni anni fa è stata condotta un’interessante ricerca proprio su questa specie e sui colori predominanti: i risultati mostrano una prevalenza di individui rossi o intermedi, mentre il colore grigiastro è in minoranza. È stata rilevata anche una differenza nella distribuzione regionale: nell’Italia settentrionale predominano i soggetti “rossicci”, mentre in Sardegna e in Toscana sono più diffusi i soggetti con piumaggi intermedi e al Sud quelli “grigi”.
Al di là di questi aspetti legati al colore, il piumaggio dell’assiolo è molto criptico e costituisce un perfetto adattamento mimetico. Per comprenderne il funzionamento dobbiamo far luce sulla funzionalità delle striature mimetiche che sono presenti specie sul petto. Queste infatti sono chiamate “strisce disruttive”, le stesse che presenti sul mantello della tigre consentono a quest’ultima di nascondersi tra gli incolti delle foreste indiane. Queste striature presenti nel piumaggio di molti uccelli servono a rompere la figura e aiutano l’assiolo a mimetizzarsi con le cortecce degli alberi.
Lungo il torrente Nure, l’assiolo è ben distribuito ma invero è comune anche in aree sub-urbane e in alcuni parchi (es. Parco del Castello di Grazzano Visconti ove sono censite almeno 2 coppie).
Gli occhi sono gialli, il becco grigio scuro e in volo le ali sono abbastanza lunghe rispetto alla coda che non è molto lunga.
Il canto dell’assiolo ispirò Pascoli e Pasolini che ne evocarono la presenza in due loro componimenti, del resto il suo canto monosillabico e dalle sfumature metalliche è paragonabile ad un ripetuto “chiù” che si può perpetrare anche per molte ore in piena notte.
L’assiolo è una specie che frequenta le aree calde e ama in particolar modo gli ambienti mediterranei ma non disdegna anche i profili collinari e persino prealpini arrivando talvolta sui versanti esposti favorevolmente (a sud) anche oltre agli 800 metri di altezza con dei record altitudinali in Corsica a quasi 2 mila metri!
Il suo areale si estende dalla Spagna fino all’Asia centrale, con il limite settentrionale che corrisponde all’isoterma di luglio di 16 °C.
Poiché è specie prettamente insettivora la sua presenza è legata alla stagione primaverile ed estiva e questo lo induce all’arrivo dei primi freddi a migrare verso sud e talvolta supera persino il Mediterraneo e il Sahara. La sua preferenza nella caccia è rivolta ai piccoli insetti e invertebrati e le sue prede elettive sono gli Ortotteri cioè cavallette e grilli che lungo gli argini sassosi del Nure sono molto comuni nella stagione estiva. Può anche alimentarsi a terra cercando prede diverse, nell’Oltrepò pavese qualche anno fa una comunità di assioli fu monitorata a lungo ed emerse che si nutriva in prevalenza di formiche catturate a terra. Nello spettro alimentare dell’assiolo prevalgono dunque gli invertebrati: in prevalenza cavallette e grossi coleotteri, falene ma anche altri invertebrati come ragni, scorpioni, lombrichi e limacce.
Le abitudini riproduttive inducono gli assioli a cercare cavità negli alberi ove potersi riprodurre ma se forniamo loro qualche nido artificiale sono assai graditi. La stagione riproduttiva si rileva tra fine aprile e giugno con una sola covata. La deposizione di 2-4 uova (con un massimo di 7) è asincrona (cioè le uova sono deposte a distanza di almeno un giorno l’una dall’altra) seguita dall’incubazione da parte della femmina che dura 24-25 giorni. I nidiacei tendono a lasciare il nido quando non sono ancora totalmente emancipati già dopo 3 o 4 settimane.
Il torrente Nure in virtù di un’ampia disponibilità trofica di entomofauna (cioè insetti) e di un clima mite e aree soleggiate costituisce un ecosistema assai gradito dall’assiolo e a molte altre specie insettivore.
Se ci recheremo sul Nure per una visita in notturna ci renderemo conto con facilità di questa piacevole presenza ma non dimentichiamo che presenze della specie sono confermate in ambiti urbani a Vigolzone, Podenzano, Ponte dell’Olio e San Giorgio Piacentino.

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