Piplòn

Il diavolo "tonto" di Gropparello

Piplòn, diavolo davvero poco furbo, vide un giorno Gesandra, una bellissima ragazza gropparellese e se ne innamorò. Voleva conquistarla ad ogni costo, così cominciò a corteggiarla con insistenza, ma Gesandra non voleva saperne di lui.
Piplòn decise così di presentarsi sotto mentite spoglie a un religioso e chiedere il suo aiuto. Si travestì da cavaliere e chiese a Frate Gesualdo di intercedere per lui presso Gesandra. Il religioso capì di avere davanti non un cavaliere ma il diavolo e cominciò a pensare a come salvare la ragazza. Chiese al demonio di attendere 7 giorni e poi ripresentarsi in quel luogo per avere la risposta. Mentre la bella Gesandra, ignara di tutto non si preoccupava più dello strano cavaliere, il frate cominciò a scolpire, proprio sul luogo dell’incontro, una statua che ricalcasse il suo aspetto.
7 giorni dopo il diavolo si ripresentò quasi certo che il frate avesse convinto Gesandra al matrimonio, invece il frate era solo, ma portava un messaggio di Gesandra: avrebbe consentito a diventare moglie del cavaliere se egli fosse rimasto ad attenderla, immobile in quel luogo, per sette anni, sette mesi e sette giorni, frate Gesualdo sarebbe rimasto li con lui, a controllare che rispettasse i Patti. E il diavolo si accoccolò li, in attesa…..
Ben preso si stancò, ma non poteva muoversi perché il frate era sempre li. ……..
Passarono giorni, mesi e anni, e Piplòn non si mosse mai (così come il frate), pioggia, neve, vento e grandine battevano su di lui, e a poco a poco fu ricoperto, sommerso di sabbia. Quando tentò di uscire era ormai troppo tardi, la sabbia era diventata dura e aveva trasformato anche il diavolo in una statua di pietra. Al frate invece non successe nulla, dietro il diavolo aveva infatti lasciato “di guardia” solo la sua statua mentre lui era tornato tranquillamente alla sua vita, e la bella Gesandra era ormai stata salvata da un triste destino

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