Montechino e l'olio di pietra

Quando il petrolio sgorgava anche in Val Chero

Già prima del 1800 si sapeva che strane, speciali manifestazioni caratterizzavano il territorio della Val Chero: sorgenti termali, fuochi fatui che segnalavano la presenza di gas, fughe di petrolio o fonti la cui acqua si mischiava con il liquido oleoso.
Nel 1866 nel groparellese, fra Val Chero e Val Riglio, si diede l'avvio a ricerche più mirate e scientifiche, che sul finire del secolo portarono a risultati positivi.
La prima a cercare petrolio a Gropparello fu una società genovese, in seguito riprese i sondaggi il conte Marazzani e poi la francese Petroles de Montechino alla quale si sostituì una società tedesca che cedette i pozzi al Barone francese Adolfo Zipperlen - un ingegnere che aveva maturato grande esperienza di perforazioni in giro per il mondo - titolare della Società Francese dei Petroli. Zipperlen si era convinto della presenza del petrolio in Val Chero leggendo Plinio il Vecchio e i risultati gli diedero ragione: nel 1888 cominciò a sgorgare il petrolio.

Il petrolio di Montechino risultava essere straordinariamente puro, composto per più del 50% di benzina, per il resto di petrolio lampante, con solo una piccolissima percentuale di oli pesanti.

L'area Montechino - Gratera fu popolata di "Derrik" (torri di legno a piramide tronca che indicano i pozzi trivellati). Fu costruita una raffineria a Fiorenzuola alla quale il petrolio estratto a Montechino arrivava inizialmente con carri cisterna - botticelle - a trazione animale, in seguito si costruì un oleodotto lungo 29 km.

Il lavoro di trivellazione all'epoca era sicuramente molto duro, veniva utilizzato un sistema a percussione a secco, che consentiva di perforare 10/12 metri al giorno, eccezionalmente si arrivava oltre i 30 metri in una giornata. Gli operai addetti alla trivellazione erano sia locali che provenienti da altre zone, inclusi alcuni polacchi che avevano maturato esperienza in Gallizia

Nelle aree interessate di Montechino e del Gratera si lavorò fino al 1950, aprendo 349 pozzi.
Dal 1950 la trivellazione in Val Chero-Val Riglio è sospesa, i pozzi sono stati tutti smantellati, restano solo pochi tronconi di tubo che di tanto in tanto emettono ancora un filo di gas o qualche nestolo di petrolio.



Un po di nummeri....
Nel corso di una sessantina d'anni, dal 1890 al 1950 si aprirono 349 pozzi,
La maggior parte dei pozzi ha una profondità variabile fra i 500 e i 700 metri, qualcuno raggiunge i 900.
Il pozzo n. 53 era il più profondo e raggiungeva una profondità di 1163 metri, fu trivellato a mano entro il 1922
Alcuni pozzi portarono fino a 40.000 litri di petrolio al giorno




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